di Giovanni Salvan

Nelle aziende orticole la coltivazione dei pomodori è effettuata all’interno dei tunnel per avere un anticipo del raccolto e per ragioni fitosanitarie.

Infatti la “coltura protetta” delle piante evita la bagnatura eccessiva delle foglie, dovuta alle piogge, che può causare l’insorgere di pericolose malattie fungine, come ad esempio la “peronospora del pomodoro”.

Nell’orto della Fondazione Minoprio iniziamo la coltivazione dei pomodori dalla metà di aprile.

Le varietà prevalentemente coltivate in tunnel sono a portamento “indeterminato”, cioè presentano un fusto principale che viene fatto crescere verticalmente e può raggiungere facilmente l’altezza di 3 metri.

Per questa ragione sulla proda ricoperta di telo pacciamante la soluzione di trapianto è a file binate cm 70×50.

Si possono cioè coltivare 2 file distanti tra loro cm 70, mentre sulla fila la distanza tra le piante è di cm 50.

Per poter effettuare il trapianto, il telo di pacciamatura in P.E. è preventivamente forato, in questo caso utilizzando un fora- plastica artigianale munito di una tazza a denti.

Nel nostro tunnel abbiamo scelto di coltivare una varietà di pomodori datterini, per la grande rusticità che presentano le piante, per la loro produzione abbondante che si prolunga fine alla fine di ottobre e per la dolcezza dei frutti apprezzati da tutti.

A una settimana dal trapianto per sorreggere le piante sono posizionate delle corde, sintetiche o di canapa.

Ad un’estremità della corda si pratica un anello che viene poi sistemato alla base della pianta di pomodoro.

L’altra estremità è legata con un’asola ad un filo di ferro che si trova a circa 2 metri e mezzo di altezza, in corrispondenza della fila di piante sottostanti.

Quando le piante di pomodoro inizieranno a crescere per sostenerle basterà avvolgere periodicamente la corda attorno alla pianta che di fatto rimarrà appesa.

Contemporaneamente alla legatura durante la crescita delle piante viene poi eseguita la sfemminellatura, cioè il taglio dei germogli che crescono all’ascella delle foglie, privilegiando la produzione portata dal fusto principale.