Progetti2018-10-04T09:03:57+00:00

Il progetto, coordinato dall’Università di Malta, è parzialmente finanziato dall’Unione Europea tramite il programma LIFE + environment (LIFE12 ENV/MT/000732).L’obiettivo del progetto è la dimostrazione al largo pubblico, ai professionisti e alle istituzioni governative dei benefici che i tetti verdi hanno sulla qualità della vita in ambiente urbano. Alla Fondazione Minoprio sarà costruito un tetto verde di circa 250 mq sull’edificio del centro agricolo per divulgare il potenziale che essi hanno sulla mitigazione dei disagi ambientali in area urbana, sulla biodiversità e sul cambiamento climatico. L’utilizzo di specie autoctone sarà valutato al fine di ricreare infrastrutture verdi efficaci dal punto di vista tecnico e capaci di promuovere lo sviluppo di biodiversità e di migliorare gli aspetti paesaggistici delle nostre città. Inoltre il loro utilizzo permetterà di ridurre le manutenzioni verdi.Il progetto si focalizzasia sulle proprietà isolanti dei tetti verdi e su come essi possano contribuire a ridurre la carbon footprint degli edifici attraverso una drastica riduzione degli input energetici per il loro condizionamento, sia sulla gestione delle acque meteoriche grazie alla migliore regimazione idrica che diminuirà i fenomeni di allagamento.Il tutto nel contesto climatico mediterraneo che si sviluppa dall’Italia del Nord alle isole maltesi e presenta ambienti alquanto differenti fra loro e al contempo completamente diversi da quelli dell’Europa del Nord in cui la tecnologia dei tetti verdi si è sviluppata.A luglio è stato istallato il tetto verde utilizzando 6 specie precedentemente selezionate.E’ ora disponibile la pagina di visualizzazione quotidiana dei dati di monitoraggio ambientale cliccando sul link in alto.

www.lifemedgreenroof.org
http://ec.europa.eu/environment/life/project/Projects/index.cfm?fuseaction=search.dspPage&n_proj_id=4748

Chi volesse avere maggiori informazioni può contattare il project manager Antoine Gatt (antoine.gatt@um.edu.mt).
Oppure può contattare i referenti italiani Piero Frangi (frangi@fondazioneminoprio.it), Massimo Valagussa (maclab@tin.it) e Alberto Tosca (tosca@fondazioneminoprio.it).


INFOCHAR
DIMOSTRAZIONE E DIVULGAZIONE DELL’EFFICACIA AGRONOMICA ED AMBIENTALE
DELL’USO DEL BIOCHAR IN AMBITO CEREALICOLO-FORAGGERO INTENSIVO


clicca sull’immagine per visualizzare il video

Zootecnica e Acquacoltura

Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020
OPERAZIONE 1.2.01 – “Progetti dimostrativi e azioni di informazione

Avanzamento

Maggio 2018: allestito 1 campo di monitoraggio secondo lo schema progettuale

sono stati inseriti nelle parcelle di riferimento i lisimetri e le camere di monitoraggio.

A giugno sono cominciati i monitoraggi dei gas serra e dei percolati

il 20 luglio 2018 si è tenuto il primi open field con la presentazione dell’avanxùzamento del progetto e quelle dei produttori di biochar.

Qui puoi scaricare le presentazuioni

M- Valagussa  Il biochar in agricoltura proprietà, utilizzi , normativa

C. Scotti CREA – il campo dimostrativo e le attività in essere

Piuri Ricci Presentazione di Acquachar

Presntazione GLM – Biochar

Il Progetto

Il progetto intende realizzare un campo dimostrativo (e divulgativo) dove siano testati e resi visibili gli effetti positivi dell’uso del biochar (tal quale o impiegato con reflui zootecnici e/o digestati) in ambito cerealicolo-foraggero intensivo, al fine di verificare il raggiungimento reale degli obiettivi prefissati.
Presso l’azienda sperimentale del CREA-ZA Cascina Baroncina, a sud-ovest di Lodi, è stata condotto un confronto ultra ventennale di due ordinamenti colturali (rotazione annuale in mono successione loglio italico-mais trinciato e rotazione sessennale con presenza triennale di erba medica e loglio italico-mais trinciato) con gestione agronomica differenziata per quanto riguarda l’uso di reflui zootecnici (liquiletame e letame), con e senza integrazione di fonte azotata. Il tipo di refluo zootecnico utilizzato ha portato a una diversa evoluzione della sostanza organica del suolo (Fig 1) il cui contenuto è risultato inalterato nelle tesi trattate con liquame rispetto a un incremento significativo in quelle trattate con letame. Lo stesso andamento era evidenziato dal contenuto di carbonio organico, mentre il contenuto di azoto totale diminuiva (0,2 g Kg-1) nelle tesi trattate con liquame rispetto al valore iniziale che invece rimaneva inalterato nel caso di apporti di letame.
La diversa gestione della sostanza organica operata dai due trattamenti letame vs liquame, ha avuto, come atteso, ricadute significative sulla fertilità agronomica dei suoli, evidenziate dalla differenza in resa di una coltura di frumento (Fig. 2).

Figura 1

Figura 2

Evoluzione sostanza organica in raffronto al tipo di refluo zootecnico utilizzato

Figure 2

Rese produttive a confronto presso Cascina Baroncina del CREA-ZA – Lodi

Attività dimostrativa

L’utilizzo del sito sperimentale di Cascina Baroncina ad uso dimostrativo dell’impiego di biochar permetterà di:

  • sfruttare le conoscenze sui parametri della fertilità del suolo derivanti dai precedenti progetti;
  • verificare l’efficacia del biochar in situazioni di fertilità compromessa e in particolare la capacità di agrotecniche comprendenti il biochar di ripristinare un’evoluzione positiva del contenuto quanti-qualitativo della sostanza organica in terreni depauperati.

Il campo dimostrativo (fig.3) prevederà un unico ordinamento colturale (mono successione loglio italico–mais trinciato) e l’impiego differenziato di due differenti tipologie di biochar e differenti dosaggi, in unica soluzione distributiva e in 4 differenti modalità. I confronti (controllo) sono costituiti da 3 regimi di fertilizzazione chimica o organica.
Il campo dimostrativo prevede i seguenti monitoraggi:

  • caratterizzazione delle due tipologie di biochar secondo l’allegato 2 del D.Lgs. 75/2010 (disciplina fertilizzanti) con riferimento ai recenti aggiornamenti per il biochar;
  • indagine parametri di fertilità agronomica dei suoli al tempo zero, dopo 1 anno e alla fine;
  • determinazione delle rese produttive delle singole colture utilizzate nel corso dei due anni di
    progetto;
  • verifica dell’emissione dei gas serra oggetto di indagine (CO2, N2O, CH4) attraverso camere statiche;
  • verifica della lisciviazione di azoto e fosforo mediante campionamenti distribuiti nel tempo attraverso piezometri a suzione (lisimetri);
  • verifica a inizio e fine prova dello stock di carbonio stabile presente nel suolo ;
  • monitoraggio dell’evoluzione delle coltivazioni tramite droni, con rilievo di 5 bande spettrali che consentono la stima della biomassa colturale, dell’N asportato e di eventuali stati di stress;
  • valutazione del carbon footprint delle produzioni mediante impiego di biochar


Figure 3 Mappa del campo dimostrativo presso Cascina Baroncina del CREA-ZA – Lodi

Attività informativa

L’informazione provvederà a divulgare il monitoraggio della attività dimostrativa attraverso:

  • mailing list di enti ed associazioni agricole
  • aggiornamento di questa pagina web
  • fields days
  • filmati sull’impiego e la distribuzione del biochar e, attraverso l’utilizzo di droni, sui monitoraggi delle colture
  • seminario conclusivio anche via web collegando sedi di associazioni
  • prontuario tecnico di utilizzo del biochar nei vari comparti agricoli di impiego

CONTATTI: Alberto Tosca

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